Benedetto Roaster

Continuiamo la ricerca e la presentazione di piccole ma grandi realtà nel mondo del caffè. Realtà presenti sul territorio italiano, spesso poco conosciute ma che nella loro attività quotidiana impiegano fatica, energie e risorse per fornirci il miglior prodotto possibile.

Oggi incontriamo una nuova realtà: Benedetto Roasters. Ecco cosa ci hanno raccontato.


Come è iniziato il tuo percorso come roaster? È stato per caso o coltivavi già da tempo questa passione, magari da una tradizione famigliare? Ti va di raccontarci chi sei e come hai iniziato questo lavoro.
Il mio percorso come roaster è cominciato nel 2018. Precedentemente  a partire dal 2003,prima come dipendente e poi come proprietario , insieme a mio fratello Stefano , ho gestito e gestisco attualmente due caffetterie di Udine a marchio Grosmi caffè, la torrefazione di proprietà dei miei cugini di Sacile (Pordenone). Proprio collaborando con loro è cresciuta la passione per una maggiore conoscenza prima nell’ ambito delle estrazioni e poi della tostatura. Da qui l’ idea di completare la nostra offerta con una torrefazione di caffè biologico, Benedetto Organic Coffee.

Qual è il tuo/vostro approccio allo Specialty? Come lo trattate e che richiesta avete dal mercato italiano?
La richiesta di caffè specialty è in lenta ma costante crescita, il mio approccio agli specialty ha avuto bisogno di un lungo periodo di formazione e consulenza per poter far emergere al meglio le qualità di questi caffè.

Come vedi la scena Specialty in Italia e nella tua regione che difficoltà hai incontrato?Le difficoltà incontrate sul mercato sono dovute principalmente al prezzo ,a causa di  un mercato ,quello italiano e regionale, ancora troppo legato ad un “prezzo di riserva ” eccessivamente basso

Pensi che la scena Specialty si evolverà da qui ai prossimi 5 anni? O credi che questa crisi dovuta al covid19 metterà in discussione i passi fatti fino ad ora?
Penso che la scena Specialty nei prossimi anni si potrà evolvere ancora. Le generazioni più giovani, grazie alle maggiori esperienze all’ estero, saranno quelle che incrementeranno questo mercato. La crisi Covid potrà rallentare questa tendenza, in misura maggiore se continuerà a persistere, in maniera minore se gli episodi di crisi sanitaria dovessero terminare in fretta.

Quali sono le sfide più grandi che una micro torrefazione artigianale si ritrova ad affrontare nella sua attività quotidiana?
Una microtorrefazione artigianale dovrà essere in grado di elevare la qualità soprattutto cercando un contatto diretto con piccoli produttori ed avere quindi a disposizione un prodotto difficilmente reperibile dalle grandi torrefazioni, sempre più attente e preparate nello sviluppare al meglio il prodotto che possiedono.

Cosa raccomandi a chi vorrebbe intraprendere il tuo stesso mestiere?
Posso raccomandare di formarsi il più possibile tramite consulenti , scuole di formazione e tramite il confronto continuo con altri soggetti .

Se potessi esprimere un desiderio per il mondo del caffè cosa ti augureresti?
Mi piacerebbe che il mondo del caffè venisse maggiormente esplorato soprattutto in Italia ed in Europa, anche dal mondo della ristorazione. Sia in termini di estrazione che di qualità. Questo comparto, molto importante per la diffusione della conoscenza è ancora troppo legato a grandi torrefazioni per un fatto puramente economico e di marketing pubblicitario.

Non possiamo non essere concordi con le parole di questi professionisti. Un approccio a tutto tondo e uno spunto da cogliere rivolto al mondo della ristorazione per includere il caffè come parte integrante dell’offerta di un ristorante di un bistrot.

Il sito sarà presto aggiornato con la pagina dell’e-shop: https://www.benedettocoffeeroasters.com/negozio
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