Il bar 3.0 – Nuovi modelli di consumo

Nei giorni scorsi abbiamo visto come innovazione e prossimità siano le due caratteristiche su cui le imprese dovranno puntare nel 2021.  Un cambio di paradigma nel consumo e nella produzione con maggiore attenzione alle risorse umane, alle materie prime, alla qualità offerta e di conseguenza al prezzo applicato.

Oggi vediamo più da vicino come i bar possono riorganizzarsi o per chi ha in progetto di aprire la sua attività quali sono i punti da tenere ben in considerazione vista l’evoluzione che il settore sta attraversando, parallelamente alla crisi più grave del secolo.  

PROSSIMITA’

Lo smart working continuerà e anzi non è un fenomeno passeggero. Dobbiamo capire che anche in Italia lavorare e studiare da remoto tramite il proprio pc  o partecipare alla didattica a distanza sono due possibilità da cogliere per rendere il lavoro e lo studio più agile. Soprattutto in questo momento sono due soluzioni necessarie.

Lo smart working ha certamente anche dei risvolti meno positivi: pensiamo alla ridotta socialità di chi lavora da casa, il mancato contatto con i colleghi di ufficio o con i compagni di scuola porta spesso ad un aumento dell’isolamento, a lavorare più ore senza esser necessariamente più produttivo, a mangiare male di frequente davanti al pc e a non fare le necessarie pause. La sindrome da burn out è un’eventualità molto comune tra i nomadi digitali ed ora tra gli smart workers.

La prossimità di esercizi commerciali e negozi alimentari aiuta il senso di comunità riducendo l’isolamento di chi è in smart working anche nelle grandi città.  Scendere per bere un caffè o prendersi il cappuccino take away prima di iniziare una call sono gesti che stanno poco per volta entrando nella nostra routine e presto saranno la quotidianità. Così come ordinare la frutta o le uova dall’ortolano nella nostra via e vederceli recapitare dal garzone in bici non solo sono gesti con un sapore nostalgico del passato ma rendono più umane le interazioni e le necessità come quella di fare la spesa.

Sono sempre più numerosi, ed è una previsione al rialzo per i prossimi mesi, e-commerce di prossimità e GAS – Gruppi di Acquisto Solidale.

TAKE AWAY

Il secondo lockdown scattato ad inizio mese ci ha prepotentemente sbattuto in faccia una realtà: il take away non solo è utile ma diventa necessario.

L’on the go fatto mediante finestre che danno sulla strada oppure con appositi punti di pick up è l’ancora di salvezza per tanti esercizi e resta un modo per mantenere un contatto con i propri clienti. Il take away va però fatto in maniera pensata e non improvvisata: bicchieri resistenti al caldo, palette per girare lo zucchero, coperchi ad hoc, bustine anti unto per le brioche o i dolci, basi per portare più di due caffè, bicchieri con appositi coperchi per le spremute.

Improvvisarsi con un tavolino su cui mettiamo a disposizione dei bicchieri di carta anonimi senza un adeguato modo di trasportare l’ordine presso la propria casa/ufficio/domicilio/aula scolastica può rivelarsi un autogoal. È pertanto bene iniziare a pensare ad una linea di bicchieri con il nostro logo al fine di rendere l’esperienza del cliente ancora il fattore centrale del nostro business. Ricordiamoci sempre che il cliente ci sta ancora dando fiducia in queste settimane perché vuole supportarci, mettiamolo sempre al centro della nostra attività: service is the king.

FACILITA’

Durante il lockdown gli italiani non hanno rinunciato al caffè. In particolare chi si è trovato costretto a lavorare da remoto ha fatto di necessità virtù in tema caffè. Circa il 40%* dei lavoratori in smart working infatti ha cambiato il suo rapporto con il caffè, il 63% ne ha riscoperto il gusto e ben il 22% ha bevuto più caffè (*dati ricerca condotta da Nescafè Dolce Gusto).

Lo smart working in particolare ha favorito l’approccio ai nuovi gusti. Curiosità ma anche comodità.

Chi prepara il caffè a casa non rinuncia a farlo in momenti diversi della giornata ma sempre all’insegna della praticità. Se capsule e cialde escono da un momento di crisi registrato nel 2019, negli ultimi mesi con la contrazione del comparto HORECA, il settore è tornato a registrare un trend in crescita.  L’emergenza COVID ha evidenziato i limiti delle piccole torrefazioni italiane. In particolare delle circa 800 imprese presenti in Italia, il 90% opera quasi esclusivamente con il canale HORECA.

Le torrefazioni specialty come possono reagire a questa difficoltà? Innanzitutto cercando di avvicinare la propria clientela mediante il proprio e-commerce. Proporre kit speciali per preparare il caffè filtrato a casa, spesso si tende solo a vendere il prodotto finale senza pensare a come allargare il proprio bacino di utenti. Video lezioni, dirette e call condotte da torrefazioni a piccoli gruppi di clienti per mostrare come estrarre un caffè in moka, v60 oppure in ibrik possono essere ottimi momenti non solo di convivialità (anche se a distanza) ma anche di formazione e di divulgazione della cultura del caffè.

Infine, se il trend è quello della capsule è il momento di iniziare concretamente a pensare ad una linea di caffè specialty in capsula da estrarre a casa.

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